Fano: mentecatto colpo dei soliti ignoti

 

Svastiche e croci celtiche, e uno scontato "froci": è l’imbrattamento effettuato oggi sul portone dell'Infoshop, piccola galleria autogestita da più realtà che domani ospita un'iniziativa pacifista sulla Siria nel pomeriggio (Dalla Turchia alla Siria: volti e storie di una guerra dimenticata) e lo sportello antifratto per le famiglie in difficoltà la mattina. Ad agire sono gli stessi che ogni tanto ammorbano le nostre strade con volantini razzisti, che sperano di seminare odio e paura approfittando della crisi, gentaglia che le nostre città hanno finora isolato e respinto. Utili idioti che non si rendono conto di essere al servizio dei poteri forti, e da quelli usati o messi da parte a seconda della convenienza politica del momento. Altrove hanno tentato di scrivere che Fano è cosa loro, tipico linguaggio mafioso.

Non è vero, Fano non è cosa loro. Fano è delle associazioni, dei gruppi, delle persone che tutti i giorni, a viso scoperto, lavorano per creare solidarietà e risposte alla crisi, di chi non accetta le logiche della guerra tra poveri, di chi non teme alcuna diversità (diverso da chi?), e ama l'amore e la libertà, di chi costruisce economia alternativa, di chi racconta le miserie della guerra perché non si faccia in nostro nome, di chi pretende case e lavoro per tutti e per tutte, di chi si confronta, di chi è antifascista, e non può non esserlo, per tutti questi motivi, e anche per quest’ultimo gesto di vigliaccheria.

Alternativa Libertaria/FdCA

14 febbraio 2014